Da questa stagione ho la fortuna di collaborare con Samuele Colonna, pilota motociclistico e grande appassionato di ciclismo. Questa collaborazione rappresenta per me un’importante opportunità di crescita, perché mi ha permesso di mettere in pratica sul campo tutto ciò che ho studiato negli anni. Gli insegnamenti ricevuti da professori che hanno preparato piloti di livello internazionale hanno finalmente trovato applicazione concreta, trasformando la teoria in esperienza reale. Da questo lavoro nasce una riflessione più ampia sulla preparazione del pilota, tema centrale di questo articolo.
Quando si pensa ai piloti di moto, l’attenzione va subito alle moto da oltre 200 cavalli, alle pieghe impossibili e alle staccate al limite. Ma dietro ogni giro veloce c’è un lavoro atletico e mentale enorme: i piloti di Moto sono atleti completi, sottoposti a degli allenamenti duri. La loro preparazione non riguarda solo la guida, ma coinvolge corpo, mente e alimentazione in modo scientifico e costante.
Atleti prima che piloti
Contrariamente a quanto si possa pensare, guidare una Moto al limite non è “solo” una questione di talento. Durante una gara, che dura in media dai 40 ai 60 minuti, i piloti affrontano uno sforzo fisico intensissimo, con frequenze cardiache paragonabili a quelle di uno sport di endurance. Ogni muscolo del corpo è coinvolto: braccia e spalle per la frenata, core e gambe per mantenere la posizione in sella, collo per resistere alle forti accelerazioni e decelerazioni. Per questo motivo i piloti vengono allenati come veri e propri atleti professionisti.

Allenamento fisico: forza, resistenza e mobilità
La preparazione fisica dei piloti di Moto è estremamente varia. Gran parte del lavoro è dedicato alla resistenza cardiovascolare, fondamentale per mantenere lucidità e precisione fino all’ultimo giro. Discipline come ciclismo, corsa e nuoto sono molto utilizzate per migliorare la capacità aerobica e la gestione dello sforzo prolungato.
Accanto al cardio, c’è un intenso lavoro sulla forza funzionale. Non si punta a sviluppare masse muscolari eccessive, ma a rafforzare i muscoli realmente coinvolti nella guida: addome, schiena, spalle, avambracci e gambe. Esercizi a corpo libero e con alto carico, kettlebell e circuiti specifici aiutano a migliorare stabilità e controllo della moto, soprattutto nelle fasi di frenata e nei cambi di direzione rapidi.

(Atleta: Samuele Colonna – Esempio di allenamento “funzionale” degli adduttori (fondamentali nei cambi di direzione repentini) e dei pettorali (fondamentali in frenata – App: Training Peacks)
Altro elemento chiave è la flessibilità. Stretching, yoga e lavoro sulla mobilità articolare permettono ai piloti di muoversi con fluidità sulla moto, riducendo il rischio di infortuni e migliorando l’efficacia delle traiettorie in curva.

Allenamento mentale: concentrazione e gestione della pressione
Oltre al corpo, i piloti allenano in modo approfondito anche la mente. In moto basta una frazione di secondo di distrazione per compromettere una gara — o provocare una caduta. Per questo molti piloti lavorano con psicologi sportivi e mental coach per migliorare concentrazione, gestione dello stress e controllo delle emozioni. Tecniche come la visualizzazione mentale vengono utilizzate per “ripercorrere” la pista curva dopo curva, immaginando traiettorie, staccate e possibili situazioni di gara. Altre pratiche comuni sono la respirazione controllata, la mindfulness e il training sull’attenzione selettiva, fondamentali per restare lucidi anche sotto pressione.

(Atleta: Samuele Colonna – Esercizio di visualizzazione mentale della pista in vista del 1° Weekend di gara a Vallelunga – App: Training Peaks)
Allenamento in moto e discipline alternative
Ovviamente, l’allenamento non si svolge solo in palestra. I piloti trascorrono molto tempo anche in sella, spesso utilizzando moto diverse da quelle da gara, come moto da cross, flat track o supermotard. Queste discipline aiutano a migliorare il controllo del mezzo, i riflessi e la sensibilità sull’anteriore e sul posteriore, qualità fondamentali per un Pilota.
Durante la stagione, inoltre, i piloti studiano attentamente i circuiti attraverso video, dati telemetrici e simulazioni, lavorando insieme al team per affinare ogni dettaglio della prestazione.

Alimentazione e recupero
Il recupero è parte integrante dell’allenamento: sonno di qualità, fisioterapia e sessioni di scarico permettono al corpo di rigenerarsi tra una gara e l’altra, soprattutto in un calendario sempre più fitto.
Un altro aspetto cruciale è l’alimentazione, strettamente legata alla preparazione atletica. I piloti seguono diete personalizzate, ricche di carboidrati complessi per l’energia, proteine per il recupero muscolare e un’attenta idratazione, fondamentale considerando le alte temperature all’interno delle tute da gara.
Conclusione
Nonostante una fase di stop alla fine della scorsa stagione, la preparazione di Samuele sta proseguendo con continuità e ottimi riscontri. Un lavoro che pone solide basi in vista dell’imminente inizio di stagione, a cui va un grande in bocca al lupo.
Allenarsi come un pilota di moto significa curare ogni dettaglio, dal fisico alla mente, dalla nutrizione alla tecnica. Dietro ogni sorpasso spettacolare e ogni vittoria c’è un lavoro quotidiano fatto di sacrificio, disciplina e professionalità. Essere pilota non è solo velocità: Guidare una moto è uno sport completo, che richiede una preparazione totale e senza compromessi.
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